Ci sono molte ragioni per coltivare la Rebutia in casa: è di dimensioni contenute e si adatta a qualsiasi appartamento, è facilissima da coltivare e offre una spettacolare fioritura in primavera. È la scelta ideale sia per chi si avvicina per la prima volta al mondo delle Cactacee sia per i collezionisti che desiderano creare una raccolta ricca di specie e cultivar differenti.
La Rebutia è originaria delle regioni montuose della Bolivia e dell’Argentina e appartiene alla famiglia delle Cactaceae. Si tratta di una pianta succulenta perenne, sempreverde e di portamento cespitoso, caratterizzata da piccoli fusti globosi o leggermente cilindrici.
Il fusto immagazzina acqua nei tessuti, permettendo alla pianta di sopravvivere ai lunghi periodi di siccità. Inoltre svolge l’attività fotosintetica durante tutti i dodici mesi dell’anno, mantenendosi sempre ornamentale.
Le spine, generalmente sottili e fitte, proteggono il fusto dall’eccessiva insolazione e dagli erbivori.
Con il tempo molte specie producono numerosi polloni basali formando cuscini molto decorativi. I polloni basali possono essere utilizzati per creare nuove piante, identiche alla “pianta madre”. Possiamo tagliarli dalla pianta e lasciarli asciugare alcuni giorni prima di procedere al trapianto: in questo modo faciliteremo la cicatrizzazione della superficie di taglio.
La fioritura compare generalmente da aprile a giugno, ma in condizioni ottimali alcune specie possono rifiorire anche durante l’estate o l’inizio dell’autunno. I fiori sono grandi rispetto alle dimensioni della pianta e possono essere rossi, arancioni, gialli, rosa, bianchi o viola a seconda della specie e della cultivar.
Nei garden center possiamo trovare numero specie di Rebutia. Le più diffuse sono: la Rebutia fiebrigii con fiori rosso-arancio, la Rebutia heliosa con eleganti spine argentate, la Rebutia marsoneri con fiori gialli, la Rebutia minuscula, la Rebutia narvaecensis con delicati fiori rosa e la Rebutia albiflora con grandi fiori bianchi.
Dove coltivare la Rebutia
Cresce bene con temperature comprese tra i 18°C e i 28°C. Teme il gelo sotto i -5°C e il caldo intenso, oltre i 40°C che può provocare gravi ustioni ai tessuti.
Le nostre abitazioni rappresentano l’habitat ideale per queste piante, ma in inverno è bene spostare la pianta in un locale non riscaldato, con una temperatura di circa 10°C.
In casa possiamo esporre la pianta in una posizione soleggiata ed esposta ai raggi solari diretti, ma in estate dovremo spostare il vaso in un luogo più protetto. In inverno dobbiamo evitare luoghi vicino alle fonti di calore e agli spifferi gelidi causati da finestre che apriamo spesso.
Come coltivare la Rebutia
Dopo l’acquisto possiamo trapiantare la Rebutia nel vaso che abbiamo scelto per ospitarla.
Usiamo un vaso dotato di fori di drenaggio sul fondo e un terriccio specifico per succulente e Cactaceae. Per migliorare il drenaggio possiamo miscelare al terriccio un po’ di pomice, lapillo vulcanico o sabbia silicea grossolana.
In seguito va trapiantato ogni 2/3 anni, preferibilmente alla fine dell’inverno, utilizzando un vaso leggermente più grande del precedente e sostituendo il vecchio terriccio esausto con un nuovo substrato.
Come irrigare la Rebutia
Durante la primavera e l’estate dovremo irrigare la Rebutia solo quando il substrato risulta completamente asciutto in profondità.
In autunno le annaffiature vanno progressivamente ridotte fino a essere quasi completamente sospese durante il riposo invernale.
Gli eccessi d’acqua rappresentano la principale causa di morte delle Rebutia e risultano molto più pericolosi di brevi periodi di siccità.
Durante il periodo vegetativo diluiamo nell’acqua per l’irrigazione una dose di fertilizzante liquido specifico per Cactacee ogni 15 giorni. La concimazione va sospesa completamente dall’autunno fino alla ripresa vegetativa primaverile.
La difficoltà più frequente consiste nell’eccessiva irrigazione, spesso dovuta al timore che la pianta soffra la sete. Molti coltivatori inesperti mantengono il terriccio costantemente umido, favorendo rapidamente i marciumi radicali.