Un buon motivo per coltivare la Monarda in giardino sono le sue infiorescenze dai colori vivaci che decorano le aiuole da giugno a settembre e sono molto amate dalle api, dalle farfalle e dagli impollinatori. Inoltre è facile da coltivare ed è la pianta ideale per le bordure, i giardini naturalistici e le aiuole miste.

La Monarda didyma è originaria del nord America, dove cresce spontaneamente in praterie e sulle rive dei corsi d’acqua e appartiene alla famiglia delle Lamiaceae. Il genere Monarda comprende decine di specie differenti. Nei garden center possiamo trovare molte specie e ibridi. Quelle più diffuse sono: la Monarda fistulosa, più resistente alla siccità e con i fiori lilla, la Monarda citriodora, annuale e con foglie profumate di limone; la Monarda punctata, molto ornamentale grazie alle brattee colorate. Tra gli ibridi possiamo scegliere tra varietà “compatte” alte fino a 35 cm e varietà più vigorose che possono superare i 100 cm. La Monarda didyma è molto diffusa e apprezzata per le sue valenze ornamentali.

Si tratta di una pianta erbacea perenne decidua, dotata di un robusto apparato radicale rizomatoso che tende ad allargarsi lentamente formando cespi sempre più ampi negli anni.

I fusti sono eretti, quadrangolari e possono raggiungere un’altezza variabile tra 50 e 150 cm a seconda della varietà. Le foglie sono opposte, lanceolate, leggermente dentate e intensamente aromatiche quando vengono strofinate. Contengono infatti numerosi oli essenziali ricchi di composti aromatici. Le nuove foglie iniziano a comparire tra marzo e aprile e rimangono sulla pianta fino a ottobre o novembre nelle zone meridionali con clima mite. Con l’arrivo dei primi freddi autunnali tutta la parte aerea dissecca completamente, mentre i rizomi rimangono vitali sotto terra e produrranno nuovi germogli nella primavera successiva.

Le infiorescenze sono l’elemento ornamentale più caratteristico della pianta: sono formate da numerosi fiori tubolari disposti in capolini, che assumono una forma irregolare e “spettinata” molto decorativa. I colori spaziano dal rosso acceso al cremisi, dal rosa al lilla, fino al viola e al bianco, a seconda della varietà. La fioritura avviene generalmente tra giugno e settembre. Eliminando progressivamente i fiori appassiti stimoleremo la produzione di nuovi boccioli, prolungando sensibilmente il periodo ornamentale.

La Monarda si presta magnificamente ai giardini in stile naturalistico, alle bordure miste e ai cosiddetti pollinator garden. Può essere accostata a numerose erbacee perenni con esigenze colturali simili, creando composizioni molto scenografiche. Come la Echinacea purpurea, la Rudbeckia fulgida, l’Achillea millefolium, la Salvia nemorosa, la Nepeta × faassenii, la Oenothera lindheimeri, la Veronicastrum virginicum, il Phlox paniculata e numerose graminacee ornamentali come il Panicum virgatum, il Miscanthus sinensis e il Pennisetum alopecuroides. Oltre al valore ornamentale, queste associazioni favoriscono la presenza di impollinatori e contribuiscono a creare aiuole dinamiche, con fioriture scalari dalla tarda primavera fino all’autunno.

Dove coltivare la Monarda didyma

La Monarda vegeta al meglio con temperature comprese tra i 18°C e i 30°C, condizioni che favoriscono sia lo sviluppo vegetativo sia la produzione di fiori.

Durante l’estate può sopportare anche il caldo oltre i 35°C, purché il terreno rimanga costantemente fresco e irrigato. Temperature superiori ai 40°C, soprattutto se accompagnate da forte siccità e insolazione intensa, possono provocare il disseccamento della vegetazione e la morte della pianta.

Al contrario tollera molto bene il gelo fino a -15/-20°C a seconda della varietà. Come abbiamo visto, la chioma tende a seccare mentre la radice entra in riposo vegetativo, pronta a tornare a germogliare nella prossima primavera. Nelle zone alpine con inverni particolarmente rigidi distribuiamo uno spesso strato di pacciamatura, ai circa 5/8 cm, composto da foglie secche, compost o cortecce, per difendere le radici e limitare gli sbalzi termici.

La Monarda produce fioriture più generose se la coltiviamo in una posizione soleggiata. Nelle regioni dell’Italia centro/meridionale, dove le estati sono particolarmente calde, è preferibile scegliere posizione leggermente ombreggiata nelle ore più calde della giornata, per ridurre lo stress idrico. Se la coltiviamo in una zona molto soleggiata in estate, dovremo irrigarla con grande generosità per evitare disseccamenti.

Come coltivare la Monarda didyma in giardino

Le piantine acquistate nei garden center e nei vivai possono essere trapiantate in giardino in primavera o all’inizio dell’autunno.

Quando creiamo le buche d’impianto manteniamo una distanza di circa 50 cm tra una pianta e l’altra per garantire una buona circolazione dell’aria, fondamentale nella prevenzione delle malattie fungine. Nelle buche distribuiamo una dose di concime organico, come lo stallatico pellettato o letame maturo, o di fertilizzante granulare a lenta cessione specifico per piante da fiore. Questo tipo di concimazione va ripetuto all’inizio della primavera e dell’estate.

Come irrigare la Monarda didyma

La Monarda ama un terreno costantemente fresco ma non impregnato d’acqua.

Durante il primo anno dopo il trapianto irrighiamo con regolarità ogni volta che il terreno tende ad asciugarsi nei primi 3/4 centimetri. Una volta ben radicata diventa leggermente più tollerante alla siccità e può godere delle piogge e dell’umidità del suolo; dovremo provvedere in presenza di lunghi periodi senza precipitazioni e in estate con irrigazioni profonde.

Bagniamo direttamente il terreno evitando di inumidire il fogliame, limitando così lo sviluppo delle malattie fungine.

Uno strato di pacciamatura con cortecce, foglie compostate o paglia, aiuta notevolmente a conservare l’umidità del terreno e a ridurre l’evaporazione.

Come potare la Monarda

Al termine della vegetazione quando tutta la vegetazione si è completamente seccata in inverno, possiamo tagliare i fusti disseccati lasciando una piccola porzione di circa 5/10 cm sopra il terreno. I rizomi rimangono protetti nel sottosuolo e superano senza difficoltà anche gelate molto intense.

Durante la stagione vegetativa eliminiamo periodicamente i fiori appassiti: in questo modo stimoleremo la formazione di nuove infiorescenze.