Coltivare i Girasoli significa unire bellezza ornamentale, biodiversità e utilità pratica. Le loro spettacolari infiorescenze attirano api, bombi, farfalle e numerosi insetti impollinatori, contribuendo all’equilibrio ecologico dell’intero orto e favorendo anche la produzione di molte colture orticole. Oltre al valore estetico, il Girasole può produrre semi commestibili ricchi di proteine, vitamine e acidi grassi insaturi, rappresentando quindi una coltura interessante sia per il consumo domestico sia come alimento per l’avifauna selvatica.

Come ci suggerisce il suo nome botanico, Helianthus annuus, il Girasole è una coltura tipicamente estiva ed è il “fiore del sole”: dalle parole greche helios (sole) e anthos (fiore). Il nome come, Girasole, deriva invece dall’apparente movimento del capolino durante le prime fasi di sviluppo, fenomeno noto come eliotropismo, grazie al quale il bocciolo segue il percorso del sole da est verso ovest durante il giorno.

Romani e Greci antichi però non conoscevano questa pianta: è infatti originaria del nord America ed è stato importato in Europa solo dopo il 1500. Inizialmente solo come pianta ornamentale ma dal 1700 anche per la produzione di olio e per un uso alimentare. In Italia la sua coltivazione si è diffusa soprattutto nel secondo dopoguerra.

Il Girasole appartiene alla famiglia delle Composite (o Asteraceae) e il genere Helianthus comprende oltre 60 specie. Quella più diffusa è l’Helianthus annuus, una pianta erbacea annuale dal rapido accrescimento, ma possiamo scegliere fra tantissimi ibridi, differenti per il colore dei fiori ma anche per le altezze: esistono infatti anche varietà nane, adatte particolarmente per la coltivazione in vaso sul terrazzo.

L’Helianthus annuus,come suggerisce il suo nome, ha un ciclo vegetale di un anno, durante il quale germina, si sviluppa, fiorisce e produce i semi.

Il fusto è robusto, eretto, ricoperto da una leggera peluria e può raggiungere altezze variabili, da appena 40 cm nelle varietà nane fino a oltre 4 metri nei grandi Girasoli giganti. Le foglie sono grandi, cuoriformi, ruvide al tatto e disposte alternativamente lungo il fusto. Iniziano a svilupparsi verso aprile e ingialliscono progressivamente in autunno, quando la pianta conclude il suo ciclo vegetativo.

La fioritura avviene generalmente da giugno a settembre, con leggere differenze legate all’epoca di semina e alla varietà coltivata. Quello che comunemente viene definito “fiore” è in realtà un “capolino”, cioè un’infiorescenza composta da migliaia di piccoli fiori. I fiori esterni, gialli, sono sterili e hanno funzione ornamentale e attrattiva per gli impollinatori, mentre quelli centrali producono i semi.

L’apparato radicale è fittonante e molto profondo, caratteristica che rende il girasole discretamente resistente ai periodi di siccità.

Dove coltivare i Girasoli

Il Girasole cresce in modo ottimale con temperature comprese tra i 20°C e i 30°C. Lo sviluppo rallenta sotto i 12°C, mentre temperature costantemente inferiori a 5°C posso comprometterne la crescita. Al contrario sopporta bene il caldo anche superiore ai 35°C a patto di irrigarlo quotidianamente. Temperature prolungate oltre i 45°C associate a siccità estrema possono causare disseccamento dei tessuti e la morte della pianta.

Per fiorire generosamente, il Girasole necessita di molte ore di sole diretto ogni giorno: scegliamo quindi una posizione in pieno sole e senza ombreggiamenti causati da alberi o edifici. In mancanza di sole, il Girasole produce fusti sottili e fragili e infiorescenze molto piccole.

Vi consigliamo di rispettare la rotazione delle colture: evitiamo quindi di coltivare i Girasoli nello stesso appezzamento di terreno per almeno tre o quattro anni, riducendo così il rischio di accumulo di patogeni nel suolo.

Attenzione ai venti forti, che possono spezzare i grandi fusti delle varietà giganti. In zone particolarmente ventose predisponiamo robusti tutori.

Come coltivare i Girasoli

La semina si effettua direttamente all’aperto da marzo a giugno, quando le minime notturne hanno superato stabilmente i 15°C. Manteniamo una distanza di almeno 30/80 cm tra ogni pianta, a seconda della varietà e della sua taglia.

Il Girasole cresce bene in terreni fertili e ben dotati di sostanza organica. Prima della semina incorporiamo nel terreno del giardino un concime organico, come lo stallatico o il compost, o un fertilizzante a lenta cessione.

Durante la crescita può essere utile distribuire un fertilizzante equilibrato ricco di fosforo e potassio, evitando eccessi di azoto che favoriscono una crescita vegetativa esuberante ma rendono i fusti più deboli e suscettibili all’allettamento.

Come irrigare i Girasoli

Dopo la semina dovremo mantenere il terreno costantemente umido ma non fradicio.

Una volta sviluppato l’apparato radicale, il Girasole diventa quasi indipendente, poiché è relativamente resistente alla siccità grazie alle radici profonde. Tuttavia irrigazioni regolari durante la formazione del capolino e la maturazione dei semi aumentano notevolmente dimensioni e produttività. Dovremo irrigare in estate e in presenza di lunghi periodi senza precipitazioni.

È preferibile irrigare al mattino, evitando di bagnare direttamente le foglie e le infiorescenze per limitare lo sviluppo di malattie fungine.

Come raccogliere i semi da riutilizzare in giardino

Al termine della stagione le piante tendono a disseccare naturalmente: dovremo semplicemente estirparle.

In seguito, nel periodo invernale, lavoriamo il terreno incorporando sostanza organica, così da prepararlo alla nuova coltivazione nella prossima primavera.

I semi raccolti possono essere usati per fini alimentari oppure per semine successive. Ma attenzione alle varietà da cui provengono. Se coltiviamo dei Girasoli comuni, a impollinazione libera, i semi sono adatti alla semina dell’anno successivo e le nuove piante avranno caratteristiche simili alla pianta madre. Se invece è un ibrido F1, soprattutto quelli coltivati per la produzione di fiori recisi, il seme potrebbe produrre una pianta diversa: per questo motivo gli agricoltori acquistano ogni anno sementi nuove di questi ibridi.

Il momento ideale per raccogliere i semi è quando il capolino è completamente piegato verso il basso, con il retro diventato marrone. Quando i semi devono essere duri e ben formati e le brattee sono secche.

A questo punto si recide il capolino e lo si lascia asciugare ancora per una o due settimane in un ambiente asciutto e ben ventilato. In seguito, per mantenere un’elevata germinabilità, puliamo i semi, lasciali asciugare perfettamente per alcuni giorni e conserviamoli in una busta di carta o in un barattolo di vetro ben chiuso, in un luogo fresco, asciutto e buio. Se conservati correttamente, i semi di Girasole mantengono una buona capacità germinativa per 3/5 anni, anche se la percentuale di germinazione diminuisce gradualmente dopo il secondo anno.

Se il nostro obiettivo è di raccogliere semi da riseminare, scegliamo le piante più vigorose, con fusti robusti, foglie sane e capolini ben sviluppati. Lasciamo maturare completamente questi capolini sulla pianta e raccogliamo solo i semi migliori. In questo modo, anno dopo anno, selezioneremo piante sempre più adatte alle condizioni del nostro orto.

Come raccogliere i semi per un uso alimentare

La tecnica di raccolta è praticamente simile, ma dopo avere fatto asciugare i semi dovremo conservarli in barattoli di vetro con chiusura ermetica; contenitori metallici per alimenti o sacchetti sottovuoto.

Il luogo ideale deve essere fresco (10/15°C), asciutto, buio e privo di forti sbalzi di temperatura.

In queste condizioni i semi interi con il guscio possono essere conservati per 8/12 mesi, mentre quelli già sgusciati vanno consumati entro 3/6 mesi, perché gli oli contenuti nel seme tendono a irrancidire più rapidamente.

Volendo possiamo anche congelarli: i semi mantengono quasi inalterate le loro proprietà nutrizionali per oltre un anno. Prima dell’utilizzo è sufficiente lasciarli tornare a temperatura ambiente.

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