Coltivare i Cachi (o Kaki) in giardino non è difficile e ci ripagherà con tanti frutti dolci e ricchi di vitamine durante l’autunno. È una pianta rustica, poco esigente e ha una lunga vita produttiva. Non va dimenticato poi il suo valore ornamentale, grazie al fogliame che si colora di rosso, arancio e giallo prima della caduta.

Il suo nome scientifico, Diospyros kaki, ci svela inoltre il grande valore che veniva attribuito in passato a questa pianta: il termine Diospyros deriva infatti dal greco antico ed è composto dalle parole dios (divino) e pyros (frutto) e significa quindi frutto degli dèi.

Il Kaki è originario della Cina, dove viene coltivato da oltre duemila anni. Dalla Cina si diffuse successivamente in Corea e in Giappone, dove divenne una delle specie fruttifere più apprezzate. In Europa arriva soltanto nella seconda metà del XIX secolo grazie ai botanici e agli esploratori che importarono numerose specie orientali. In Italia la coltivazione iniziò verso la fine dell’Ottocento, trovando condizioni particolarmente favorevoli nelle regioni centro/meridionali. Nel corso del Novecento la specie si diffuse in quasi tutta la penisola grazie alla sua adattabilità climatica e alla crescente richiesta dei suoi frutti autunnali.

Il Cachi appartiene alla famiglia delle Ebenaceaee i Diospyros kaki sono disponibili tante varianti e ibridi. Come il Kaki ragno, il Kaki costata, il Kaki lampadina o il Kaki mela Rojo Brillante. Le varietà possono essere suddivise in due grandi gruppi: quelle astringenti, che richiedono una completa maturazione prima del consumo, e quelle non astringenti, che possono essere mangiate anche quando la polpa è ancora soda. Le cultivar non astringenti risultano particolarmente interessanti per i piccoli giardini familiari.

Si tratta di un albero deciduo e può raggiungere un’altezza compresa tra 5 e 12 metri, a seconda della varietà e delle condizioni di crescita. Il tronco presenta una corteccia grigio-brunastra che tende a fessurarsi con l’età. La chioma è tondeggiante e piuttosto espansa.

Le foglie sono ovali, lucide e di colore verde intenso durante la stagione vegetativa. Compaio verso marzo, quando le temperature iniziano a stabilizzarsi e rimangono sulla pianta per tutta la primavera e l’estate, mantenendo una colorazione verde intensa. Una delle caratteristiche più spettacolari della pianta è la colorazione autunnale del fogliame, che assume tonalità rosse, arancioni e dorate. In molte zone i frutti rimangono appesi ai rami anche dopo la completa defogliazione, creando un suggestivo effetto ornamentale.

I fiori compaiono tra maggio e giugno e sono piccoli, campanulati e poco appariscenti. Mentre i frutti possono assumere una forma sferica, appiattita o leggermente allungata a seconda della varietà.

Dove coltivare i Cachi

Il Kaki cresce bene con temperature comprese tra i 18°C e i 30°C. Le estati italiane favoriscono generalmente una buona maturazione dei frutti. Attenzione però alle ondate di calore: temperature superiori ai 40/42°C per periodi prolungati possono provocare stress idrico, scottature dei frutti e danni fogliari.

Gli alberi adulti tollerano brevi gelate fino a circa -15°C, mentre i giovani esemplari risultano più sensibili e possono subire danni già sotto i -8°C.

Per fiorire e fruttificare abbondantemente richiede molto ore di sole diretto ogni giorno: meglio coltivare i Cachi in una posizione soleggiata del giardino. Nelle zone più calde del sud una lieve ombreggiatura nelle ore più torride è utile per prevenire le scottature.

Come coltivare i Cachi

Le giovani piante innestate che troviamo nei centri giardinaggio specializzati vanno trapiantate in autunno, a novembre, o all’inizio della primavera, in marzo, evitando le giornate caratterizzate da gelo intenso.

Scaviamo una buca larga almeno 60/80 cm e profonda circa 60 cm e miglioriamo la fertilità del terreno con un concime organico (stallatico pellettato o letame ben maturo) o un fertilizzante a lenta cessione per piante da frutto. Ripetiamo questo tipo di concimazione ogni anno, all’inizio della primavera, per migliorare la fertilità del terreno e favorire una crescita equilibrata.

Al termine del trapianto, pressiamo leggermente il terreno e irrighiamo abbondantemente per favorire il contatto tra radici e terreno.

Come irrigare i Cachi

Nei primi tre anni dopo l’impianto dovremo assicurare irrigazioni regolari, soprattutto durante l’estate. Il terreno dovrebbe rimanere moderatamente umido senza risultare fradicio.

Gli alberi adulti mostrano una discreta resistenza alla siccità e sono quasi autosufficienti, accontentandosi delle piogge e dell’umidità presente nel suolo. Tuttavia per ottenere produzioni abbondanti e frutti di buona pezzatura sono necessarie delle irrigazioni periodiche. Durante le estati particolarmente calde, bagniamo in modo profondo e meno frequentemente: meglio tanto ogni settimana, che poco ogni giorno.

La protezione invernale

Le piante adulte tollerano bene l’inverno italiano nella maggior parte delle regioni. Tuttavia, nei primi anni dopo il trapianto, dovremo proteggere il tronco con materiali traspiranti come juta o veli traspiranti di tnt (tessuto-non-tessuto).

Anche uno strato di pacciamatura organica, spesso 5/10 cm, contribuisce a proteggere l’apparato radicale dalle gelate più intense.

Durante il periodo di riposo invernale evitiamo irrigazioni eccessive per evitare i ristagni e prevenire i marciumi radicali.

Come potare i Cachi

La potatura deve essere moderata, poiché interventi troppo energici possono ritardare la fruttificazione e stimolare una crescita vegetativa eccessiva.

Nei primi anni le piante più giovani richiedono una potatura di formazione, per costruire una chioma equilibrata e garantire una buona aerazione e illuminazione all’interno della chioma.

La potatura di produzione si effettua generalmente tra febbraio e marzo, prima della ripresa vegetativa e consiste nell’eliminazione dei rami secchi, malati o mal posizionati e nel diradamento delle branche troppo fitte. È importante ricordare che i frutti si sviluppano prevalentemente sui rami dell’anno originati da legno di un anno.

La raccolta dei frutti

La raccolta avviene generalmente da ottobre a dicembre, a seconda della varietà e dell’area geografica. I frutti destinati al consumo immediato possono essere raccolti quando hanno raggiunto la completa colorazione arancione.

Le varietà astringenti richiedono una fase di ammezzimento (cioè di post-maturazione dopo la raccolta) per eliminare la sensazione allappante causata dai tannini. Le cultivar non astringenti possono invece essere consumate anche quando la polpa risulta ancora soda e croccante.

Se alcuni frutti cadono dopo l’allegagione non dobbiamo preoccuparci: è un processo naturale che consente alla pianta di regolare il carico produttivo.

Se le giovani piante producono pochi frutti, non dobbiamo allarmarci: il Cachi necessita di alcuni anni prima di raggiungere una produzione abbondante e regolare.