Vi suggeriamo di coltivare gli Aster sul terrazzo se desiderate piante che fioriscono tra la fine dell’estate e l’autunno, quando molte altre specie ornamentali hanno ormai concluso la fioritura. I loro capolini, simili a piccole Margherite e disponibili in numerose tonalità di bianco, rosa, viola e azzurro, regalano macchie di colore per settimane e attirano api, bombi e farfalle. Coltivati in vaso, permettono inoltre di sfruttare anche balconi e terrazzi di dimensioni contenute, purché si scelgano specie compatte, contenitori adeguati e un’esposizione luminosa.
Gli Astri sono spesso chiamati “settembrini” o “ottobrini” perché molte varietà raggiungono il massimo splendore proprio nell’autunno inoltrato. Tuttavia, non tutti gli Astri fioriscono in autunno: per esempio l’Astro alpino (Aster alpinus) produce i suoi capolini soprattutto in primavera e all’inizio dell’estate.
Gli Aster appartengono alla famiglia delle Asteraceae, la stessa delle Margherite, dei Crisantemi, delle Calendule e dei Girasoli, e comprendono specie erbacee con caratteristiche molto diverse per altezza, portamento e periodo di fioritura.
Gli Astri ornamentali coltivati in vaso sono generalmente piante erbacee perenni: la parte aerea di molte specie autunnali dissecca durante l’inverno, mentre le radici e le gemme basali sopravvivono e producono nuovi germogli nella stagione successiva. Esistono specie basse e compatte, adatte ai piccoli contenitori, e altre più alte, che possono raggiungere anche 100/150 cm e richiedono vasi capienti e sostegni.
Le foglie sono in genere semplici, alterne e verdi, con forma variabile da lanceolata a ovale, mentre i fiori possono essere bianchi, rosa, lilla, viola, blu-violaceo e, in alcune selezioni, tonalità più intense.
Nella maggior parte degli Astri perenni coltivati per la fioritura autunnale, le foglie sono presenti dalla primavera fino all’autunno inoltrato, generalmente da marzo/aprile a ottobre/novembre, con variazioni determinate dal clima locale. Dopo le prime gelate, la parte aerea può ingiallire, disseccare o perdere gradualmente le foglie, mentre la pianta entra in riposo vegetativo. Nelle zone costiere più miti, alcune foglie possono persistere più a lungo, ma non bisogna considerare gli astri autunnali come piante sempreverdi.



Dove coltivare gli Aster
Per molti Astri autunnali, una fascia di temperatura indicativa di 10/24 °C è favorevole a una crescita equilibrata, mentre le temperature estive superiori a 30/32°C possono provocare stress, soprattutto se associate a sole intenso, vento e carenza d’acqua.
Molte specie perenni rustiche tollerano temperature invernali di circa -10°C e, in condizioni favorevoli, anche inferiori a -15°C. Nelle piante coltivate in vaso, tuttavia, le radici sono più esposte al gelo e la resistenza effettiva può essere sensibilmente minore.
La maggior parte degli Astri perenni rustici può trascorrere l’inverno all’aperto, anche nelle regioni settentrionali, purché il vaso sia ben drenato e la varietà sia adatta al clima locale. Quando arriva il freddo, la parte aerea di molte specie autunnali dissecca naturalmente: non è necessario trasferire la pianta in casa, dove temperature troppo alte e poca luce potrebbero alterare il riposo vegetativo. In caso di gelate prolungate, soprattutto nelle zone alpine o nelle pianure più fredde, proteggete il contenitore avvolgendolo con materiale isolante traspirante e sollevandolo leggermente dal pavimento.
Sul terrazzo è utile collocare il vaso vicino a una parete riparata dal vento, senza però chiuderlo in un ambiente caldo. Nelle località costiere meridionali, invece, il rischio principale può essere l’eccesso di pioggia e umidità più che il gelo: in questo caso conviene assicurare un drenaggio impeccabile e proteggere il contenitore dalle precipitazioni persistenti, se necessario.
Non portiamo gli Astri in un soggiorno riscaldato per proteggerli dal freddo: sono piante da esterno che, nella maggior parte dei casi, hanno bisogno del normale ciclo stagionale. La protezione deve riguardare soprattutto l’apparato radicale, più vulnerabile in vaso rispetto a quello delle piante coltivate direttamente nel terreno.
La maggior parte degli Astri autunnali fiorisce meglio con almeno 5/6 ore di sole diretto al giorno, preferibilmente al mattino e nelle ore meno calde in estate. In un terrazzo molto caldo, soprattutto nell’Italia meridionale e nelle località costiere, è utile una posizione luminosa con sole mattutino e ombra leggera nelle ore centrali, evitando però l’ombra profonda, che favorisce germogli allungati e riduce la fioritura.
Come seminare e trapiantare gli Aster
La soluzione più semplice per il terrazzo è acquistare una piantina già sviluppata e trapiantarla in primavera oppure a fine estate, evitando i periodi di caldo intenso e le gelate. Per le specie autunnali, il trapianto primaverile consente alle radici di svilupparsi prima della fioritura.
La semina è praticabile soprattutto per le specie botaniche, mentre le cultivar selezionate si propagano generalmente per divisione o talea per mantenere le caratteristiche varietali.
La scelta del vaso è determinante per ottenere una pianta equilibrata e una fioritura abbondante. Per una varietà nana è opportuno partire da un vaso di circa 25/30 cm di diametro e profondità; per gli Astri più vigorosi è preferibile un contenitore di 35/45 cm, con volume maggiore se si vuole mantenere la pianta per più anni. È importante che il vaso abbia i fori di drenaggio sul fondo.
Il substrato deve trattenere una quantità moderata di umidità senza rimanere saturo.
Come irrigare gli Aster
Gli Aster preferiscono un terreno moderatamente umido durante la crescita e la fioritura, ma non sopportano a lungo i ristagni idrici nei sottovasi.
In primavera e in autunno, quando le temperature sono miti, irrighiamo ogni pochi giorni, mentre in estate un vaso esposto al sole e al vento può richiedere acqua anche quotidianamente. Queste frequenze sono soltanto indicative: prima di irrigare, controlliamo l’umidità del terriccio inserendo un dito nei primi 2/3 cm.
Distribuiamo l’acqua direttamente sul terriccio, bagnando in profondità fino a quando una piccola quantità fuoriesce dai fori di drenaggio. Dopo l’irrigazione svuotiamo il sottovaso dall’acqua in eccesso ed evitiamo di bagnare le foglie, soprattutto la sera, perché l’umidità persistente sulla vegetazione può favorire alcune malattie fungine.
Nei periodi più caldi è preferibile irrigare al mattino, quando la pianta può assorbire l’acqua prima delle ore di maggiore evaporazione.
Durante l’inverno, se la pianta è in riposo vegetativo, riduciamo gli apporti idrici e limitiamoci a evitare che il pane di terra si asciughi completamente per periodi prolungati. Nei terrazzi esposti alla pioggia, controlliamo sempre la presenza di acqua piovana stagnante nel sottovaso.
Come concimare gli Aster
Per favorire una crescita equilibrata, dalla ripresa vegetativa primaverile dovremo usare un fertilizzante liquido specifico per piante fiorite, da diluire nell’acqua per l’irrigazione ogni 15 giorni. È una soluzione pratica per le piante in vaso; in alternativa possiamo utilizzare un concime granulare a lenta cessione, rispettando le indicazioni del produttore.