Vi suggeriamo di coltivare la Okra se volete introdurre nel vostro orto una pianta poco nota e con una abbondante produzione di frutti ricchi di vitamine, sali minerali, fibre e sostanze antiossidanti. Inoltre è anche una bella pianta ornamentale grazie ai suoi grandi fiori color crema con il centro porpora. Infine è una specie relativamente resistente alla siccità e particolarmente adatta agli orti estivi, soprattutto nelle regioni centro-meridionali.
La Okra (Abelmoschus esculentus), conosciuta anche come Gombo, è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Malvaceae. È una pianta annuale e completa il suo ciclo vegetativo in una sola stagione e con la raccolta dei frutti.
La pianta presenta un fusto eretto, robusto e leggermente peloso, che può superare 1 metro di altezza. Le foglie sono grandi, palmate e di colore verde intenso e produce dei grandi fiori che ricordano molto quelli dell’Ibisco: sono vistosi, molto decorativi e di color crema o giallo pallido con una caratteristica macchia rosso-violacea al centro. Per questa ragione viene coltivata anche in vaso sul terrazzo, poiché coniuga la bellezza dei fiori con l’utilità dei frutti. La fioritura compare generalmente da giugno fino a settembre, ma nelle regioni particolarmente calde può proseguire fino a ottobre. I fiori durano solo un giorno, ma la pianta ne produce numerosi e in continuazione.
L’apparato radicale è fittonante e molto sviluppato: penetrando in profondità il terreno riesce a sopportare discretamente i periodi di siccità.
I fiori si trasformano in frutti: sono baccelli con una forma allungata con una sezione caratteristica pentagonale o ottagonale. I frutti hanno un sapore delicatoe leggermente dolce: ricordano quello dei Fagiolini, degli Asparagi e delle Melanzane. Una caratteristica tipica dei frutti dell’Okra è la particolare consistenza: la parte interna è quasi gelatinosa e in cucina spesso viene usata come addensante naturale per le zuppe, le salse e gli stufati.
Dove coltivare la Okra
È una pianta che ama il caldo: cresce bene con temperature comprese tra i 20°C e i 35°C. Tollera senza particolari problemi temperature superiori ai 35°C, purché il terreno disponga di sufficiente umidità. Oltre 45°C si possono verificare ustioni fogliari e collasso dei tessuti.
Non ama il freddo e la sua crescita si interrompe sotto i 12/15°C.
Per fiorire e fruttificare in abbondanza coltiviamo la Okra nel luogo più soleggiato dell’orto. Cresce anche in mezz’ombra ma la fioritura è molto ridotta.
Come coltivare la Okra nell’orto
Possiamo iniziare la coltivazione della Okra partendo dai semi o da una piantina già sviluppata. In entrambi i casi arricchiamo il terreno prima della semina o del trapianto con un concime organico.
La semina si effettua quando le temperature minime hanno superato i 18°C, generalmente tra aprile e giugno a seconda della zona climatica. Nelle regioni fredde del nord Italia, per anticipare il raccolto è consigliabile la semina in vasetti all’interno di una serra fredda o di un luogo riscaldato, per poi trapiantare le piantine all’aperto quando hanno 3/4 foglie e le temperature lo consentono: poiché la radice fittonante non ama i trapianti, usiamo dei vasetti biodegradabili che interreremo in giardino integralmente e senza rimuovere la piantina.
All’atto della semina e del trapianto rispettiamo una distanza di 40/50 cm tra le piantine e di 70/90 cm tra le file.
Durante la coltivazione eliminiamo le foglie basali ingiallite o danneggiate per migliorare la circolazione dell’aria e ridurre il rischio di malattie fungine.
Quando la pianta supera i 150 cm può essere utile cimare leggermente l’apice vegetativo per favorire la formazione di nuovi germogli laterali e prolungare la produzione.
Come coltivare la Okra in vaso sul terrazzo
Possiamo coltivare in vaso ma dovremo utilizzare dei vasi sufficientemente grandi e con una profondità di almeno 40 cm per consentire il corretto sviluppo della radice fittonante. Per la coltivazione in vaso è meglio optare per varietà compatte e nane, con una crescita ridotta in altezza.
Collochiamo il vaso nella posizione più soleggiata disponibile, preferibilmente esposta a sud.
Le piante coltivate in vaso richiedono delle concimazioni periodiche, con un fertilizzante liquido per piante orticole, da diluire nell’acqua dell’irrigazione ogni 15 giorni durante tutta la fase vegetativa.
Come irrigare la Okra
Durante la germinazione il terreno deve rimanere costantemente umido ma mai saturo d’acqua.
Una volta sviluppato l’apparato radicale, la Okra diventa relativamente resistente alla siccità, ma produce molto meglio se riceve irrigazioni profonde e regolari.
Come abbiamo visto, le radici penetrano in profondità: meglio quindi irrigare saltuariamente ma in modo abbondante, evitando frequenti bagnature superficiali.
Per prevenire le malattie fungine, irrighiamo al mattino presto, evitando di bagnare il fogliame.
Le piante coltivare in vaso vanno invece irrigate più frequentemente rispetto a quelle piantate nell’orto, poiché il substrato tende a disidratarsi rapidamente specialmente in estate.
Quando raccogliere i frutti
I frutti vanno raccolti ancora acerbi, quando misurano circa 5/10 cm e la polpa è ancora tenera, poiché crescendo diventano fibrosi e coriacei.
Il caldo determina il periodo di maturazione e raccolta dei frutti. Nel nord Italia la raccolta avviene tra luglio e settembre, mentre nelle regioni del centro può prolungarsi fino a ottobre. Nel sud Italia la raccolta dura da giorno a ottobre e nelle zone costiere più calde può protrarsi fino a novembre.
La raccolta frequente e periodica (ogni 2/3 giorni) stimola continuamente l’emissione di nuovi fiori. Se invece lasciamo maturare completamente alcuni frutti sulla pianta, quest’ultima tende a rallentare la formazione di nuovi fiori, riducendo la resa complessiva.
Al termine del processo di fruttificazione, possiamo estirpare la pianta e destinarla al compostaggio se perfettamente sana ed esente da spore fungine.
Le foglie e i fusti sono ricoperti da una leggera peluria che può provocare irritazioni cutanee nelle persone più sensibili: usiamo dei guanti leggeri durante la raccolta per evitare problemi.


