Molti appassionati amano coltivare la Achillea per la sua straordinaria rusticità, la lunga fioritura estiva e la capacità di adattarsi a condizioni climatiche anche difficili.

Si tratta di una pianta erbacea perenne adatta per realizzare bordure, giardini naturali e aiuole a bassa manutenzione, grazie alla sua tolleranza alla siccità e alle elevate temperature estive. Inoltre i suoi fiori attirano numerosi insetti impollinatori, contribuendo alla biodiversità del giardino.

L’Achillea appartiene alla famiglia delle Asteraceae ed è quindi una parente delle Margherite, dei Crisantemi e dei Girasoli. Il genere Achillea comprende oltre cento specie erbacee perenni diffuse prevalentemente nelle regioni temperate dell’emisfero settentrionale. Nei centri di giardinaggio possiamo trovare facilmente numerose specie e ibridi, con di colore rosa intenso, rosso scarlatto, giallo limone, arancione e bianco. Si tratta di piante erbacee perenni rizomatose che formano cespi compatti e ordinati. Le foglie sono finemente suddivise e molto decorative, di colore verde-grigiastro o argentato. I fusti sono eretti e portano numerose infiorescenze appiattite riunite in corimbi.

Nelle regioni costiere e del sud con inverni miti alcune varietà possono conservare parte della vegetazione durante tutto l’anno, mentre nelle zone montane la parte aerea dissecca completamente tra novembre e dicembre.

La fioritura della Achillea è generalmente molto lunga e rappresenta uno dei suoi principali punti di forza ornamentali. Inizia tra maggio e giugno e può protrarsi fino a settembre o ottobre. Se rimuoviamo regolarmente i fiori appassiti possiamo prolungare ulteriormente la produzione di nuove infiorescenze durante tutta l’estate.

Dove coltivare la Achillea

Le Achillee crescono bene con temperature comprese tra i 15°C e i 30°C. Durante l’estate sopporta senza particolari problemi temperature superiori ai 35°C purché il terreno venga irrigato con regolarità.

Molte specie sopravvivono senza problemi al gelo, anche fino a -20°C. L’inverno non rappresenta generalmente un problema per questa pianta in tutte le regioni italiane. Le specie più diffuse sono infatti estremamente rustiche. Nelle zone alpine proteggiamo le radici dalle gelate più intense con uno strato di pacciamatura organica attorno alla base della pianta. I fusti secchi possono essere mantenuti durante l’inverno per offrire interesse ornamentale e rifugio alla fauna utile.

L’Achillea ama il sole e per ottenere una crescita vigorosa e una fioritura abbondante va coltivata in una posizione assolata. Sopravvive anche in mezz’ombra, ma tende a produrre meno fiori e fusti più deboli.

Come coltivare la Achillea

La semina si effettua in primavera, tra marzo e maggio, dopo aver lavorato il terreno del giardino per ottenere un suolo morbido e omogeno. I semi sono molto piccoli e vanno solo coperti superficialmente.

Possiamo iniziare la coltivazione anche dalle giovani piantine, che possiamo mettere a dimora in giardino in autunno o in primavera, mantenendo una distanza di circa 30/50 cm tra un esemplare e l’altro, a seconda della varietà scelta.

In entrambi i casi integriamo nel terreno un fertilizzante granulare specifico per piante da fiore: sarà utile per stimolare lo sviluppo delle piantine e la fioritura estiva.

A fine autunno o all’inizio della primavera tagliamo completamente la vegetazione secca, riducendo i fusti a circa 5/10 cm dal terreno.

Come irrigare la Achillea

Una delle caratteristiche più interessanti dell’Achillea è la sua elevata resistenza alla siccità. Dopo l’attecchimento richiede irrigazioni moderate.

Durante il primo anno di coltivazione è consigliabile invece irrigare regolarmente le giovani piantine, per favorire lo sviluppo dell’apparato radicale. Successivamente sarà sufficiente intervenire durante i periodi particolarmente asciutti, lasciando asciugare il terreno tra un’irrigazione e l’altra. I ristagni idrici rappresentano uno dei principali fattori di rischio per la salute della pianta.