Possiamo coltivare i Fagioli Azuki nell’orto se desideriamo sperimentare degli ortaggi insoliti e poco diffusi in Italia. Inoltre è una pianta rustica, molto produttiva, facile da coltivare in tutti i climi e ha un importante valore nutrizionale. Senza dimenticare che, come tutte le Leguminose, contribuisce a migliorare la fertilità del terreno grazie alla fissazione dell’Azoto atmosferico.
Il Fagiolo Azuki (Vigna angularis) è originario dell’Asia orientale ed è molto presente nella cucina asiatica. Botanicamente appartiene alla famiglia delle Fabaceae (o Leguminose) come i Piselli, le Fave e i Fagioli comune, ma fa parte del genere Vigna e non al genere Phaseolus come i comuni Fagioli europei.
È una pianta erbacea annuale con un ciclo di coltivazione relativamente breve. A seconda della varietà può avere portamento cespuglioso o leggermente rampicante.
Nelle regioni del nord Italia, caratterizzate da primavere fresche ed estati relativamente brevi, è meglio orientarsi verso varietà precoci a ciclo corto. Queste cultivar riescono a completare la maturazione dei semi prima dell’arrivo delle piogge autunnali. Nelle aree del centro e sud Italia possiamo invece sperimentare varietà più tardive.
Gli steli sono sottili ma robusti e producono foglie trifogliate di colore verde intenso, simili a quelle del Fagiolo comune ma generalmente più piccole. I fiori sono minuti, di colore giallo chiaro o giallo-verde e compaiono all’ascella delle foglie tra giugno e agosto, a seconda del clima. Dopo l’impollinazione si sviluppano piccoli baccelli cilindrici contenenti semi ovali, spesso rossi ma talvolta anche bianchi, neri o screziati.
Dove coltivare i Fagioli Azuki
Ama il caldo moderato e cresce bene con temperature comprese tra i 20°C e i 30°C. La germinazione avviene bene quando il terreno supera stabilmente i 15°C.
Temperature inferiori ai 5°C invece possono danneggiare seriamente la pianta, mentre una gelata anche leggera può ucciderla completamente. Per questo motivo la semina va effettuata solo quando il rischio di gelate tardive è scongiurato.
Il caldo eccessivo oltre i 38/40°C, soprattutto se accompagnato da siccità intensa, può causare il blocco della crescita. Nelle regioni molto calde del sud Italia dovremo quindi garantire irrigazioni regolari e, se necessario, una lieve ombreggiatura nelle ore più torride. Nel resto d’Italia è preferibile una posizione soleggiata dell’orto, per ottenere raccolti abbondanti. Le esposizioni pienamente soleggiate favoriscono una crescita compatta e una buona maturazione dei baccelli.
La produzione floreale dipende fortemente dalla temperatura e dalla quantità di luce ricevuta. Estati troppo fresche o eccessivamente piovose possono ridurre la fioritura e quindi la quantità di baccelli prodotti.
Come seminare i Fagioli Azuki
La semina si effettua direttamente nell’orto tra aprile e giugno, a seconda della zona climatica. Nel nord è preferibile attendere maggio, mentre al sud si può seminare anche prima se il terreno è già caldo.
Prima della semina incorporiamo nel terreno un po’ di compost maturo o di stallatico pellettato.
I semi vanno interrati a circa 3/4 cm di profondità, mantenendo 10/15 cm di distanza tra le piante e circa 50/60 cm tra le file. In caso di varietà rampicanti dovremo predisporre reti o sostegni.
Come irrigare i Fagioli Azuki
Richiede irrigazioni moderate ma regolari. Nelle prime fasi di crescita il terreno deve rimanere leggermente umido per favorire uno sviluppo uniforme.
Durante la fioritura e la formazione dei baccelli è fondamentale evitare lunghi periodi di siccità, che potrebbero compromettere la produzione.
Dovremo però evitare i ristagni idrici, estremamente pericolosi poiché favoriscono i marciumi radicali. Per questa ragione è preferibile irrigare al mattino presto, bagnando soltanto il terreno ed evitando di inzuppare la vegetazione. Una pacciamatura organica aiutare a mantenere stabile l’umidità del terreno.
Come coltivare i Fagioli Azuki
Durante lo sviluppo vegetativo eliminiamo le eventuali foglie secche, ingiallite o malate per ridurre il rischio di infezioni fungine.
Nelle varietà più vigorose possiamo cimare leggermente gli apici vegetativi quando la pianta ha raggiunto l’altezza desiderata, favorendo una maggiore ramificazione.
Le varietà rampicanti devono essere guidate sui sostegni, cercando di migliorare l’aerazione e l’esposizione solare.
Quando e come si raccolgono i baccelli
I baccelli si raccolgono tra settembre e ottobre, quando iniziano a seccarsi e assumono una colorazione brunastro-scura. È importante attendere che i semi siano ben maturi per ottenere una buona conservabilità.
Le piante possono essere tagliate interamente e lasciate asciugare in un luogo ventilato prima della sgranatura. In piccoli orti familiari si possono raccogliere anche i singoli baccelli man mano che maturano, evitando però che si aprano spontaneamente disperdendo i semi sul terreno.