La Lavatera olbia è una delle piante ornamentali più apprezzate per chi desidera un terrazzo ricco di fioriture senza dover dedicare troppo tempo alle cure quotidiane. La sua crescita vigorosa, la lunga stagione di fioritura e la capacità di adattarsi a condizioni difficili la rendono una scelta eccellente per decorare i terrazzi e i balconi italiani.
Appartiene alla famiglia delle Malvaceae ed è una “parente” dell’Hibiscus e della Malva: si evince osservando i fiori che sono simili. Fa parte del genere Lavatera che comprende numerose specie erbacee e arbustive originarie principalmente delle regioni mediterranee.
La Lavatera olbia è un arbusto perenne e tende a perdere le foglie nel periodo invernale: nelle zone con clima mite invece mantiene gran parte del fogliame durante tutto l’anno. In giardino genera un cespuglio di circa 2 metri d’altezza, mentre se viene coltivata in vaso mantiene dimensioni più contenute, di circa 100 cm.
Le foglie sono morbide, di colore verde e adornano la pianta da aprile fino a ottobre, a seconda del clima. La crescita è piuttosto rapida e la pianta tende a formare una chioma ampia e vaporosa, particolarmente decorativa durante il periodo della fioritura. Produce grandi fiori, larghi fino a 10 cm di diametro, nel periodo estivo, da maggio fino a settembre. Il periodo può variare in funzione delle temperature. Nelle regioni meridionali particolarmente miti continuano a produrre fiori fino a novembre inoltrato.
I fiori sono di colore rosa o violaceo, ma possiamo trovare numerosi ibridi con colori differenti. Nella Lavatera olbia Rosea sono rosa, nella Lavatera olbia Pink Beauty sono viola, nella Lavatera olbia Barnsley sono bianchi e rosati al centro mentre nella Lavatera olbia Burgundy Wine sono colore porpora brillante. Ci sono anche varietà nane, come la Lavatera olbia Baby Barnsley.
Lavatera olbia: temperature ideali ed esposizione solare
Cresce al meglio con temperature comprese tra i 15°C e i 28°C. Può sopportare senza particolari problemi temperature estive di 35/38°C purché il substrato del vaso venga mantenuto sempre inumidito. Oltre i 45°C, soprattutto in assenza di irrigazione, possono verificarsi disseccamenti estesi delle foglie.
Tollera bene il freddo fino a -10°C. Temperature inferiori a -15°C e gelate persistenti per più giorni possono provocare gravi danni e la morte dell’apparato radicale. Nelle regioni meridionali e lungo le coste non richiede particolari protezioni in inverno. Nel nord Italia è opportuno spostare il vaso vicino a un muro esposto a sud, in una posizione riparata dai venti freddi. La pacciamatura della superficie del vaso con corteccia o foglie secche aiuta a proteggere le radici dalle gelate.
In presenza di ondate di gelo intense copriamo la chioma con un velo traspirante di tessuto-non-tessuto (tnt). Se le temperature rigide durano per periodi prolungati è consigliabile spostare in vaso in una serra fredda o una veranda luminosa.
Per ottenere una fioritura abbondante scegliamo una posizione in pieno sole. Cresce bene anche in mezz’ombra ma produce meno fiori e rami più deboli.
Il trapianto
Dopo l’acquisto possiamo trapiantarla in un vaso grande, di almeno 40/50 cm di diametro e con una profondità di almeno 40 cm. Scegliamo un contenitore dotato di fori di drenaggio sul fondo, per permettere l’uscita dell’acqua in eccesso ed evitare pericolosi ristagni.
Per la stessa ragione è bene distribuire uno strato di materiale drenante sul fondo del vaso, come l’argilla espansa e la ghiaia, e utilizzare un terriccio di buona qualità specifico per piante da fiore a cui possiamo aggiungere un 20% di sabbia grossolana o pomice.
Nelle zone molto ventose i lunghi rami possono spezzarsi facilmente: usiamo dei tutori per sostenerli e se necessario spostiamo il vaso in una zona più riparata.
In seguito possiamo trapiantarla ogni 2/3 anni all’inizio della primavera o in autunno nelle regioni con clima mite. Il trapianto periodico è utile per sostituire il substrato di coltivazione che, col passare del tempo, tende a deteriorarsi.
L’irrigazione
Durante la primavera e l’estate necessita irrigazioni regolari ma non eccessive. Le piante coltivate in vaso richiedono maggiori attenzioni poiché il pane di terra è limitato e la pianta non può cercare umidità nel sottosuolo.
In piena estate intensifichiamo la frequenza delle irrigazioni, anche ogni 2/3 giorni, mentre in primavera e autunno spesso è sufficiente un intervento settimanale. Lasciamo sempre asciugare leggermente il substrato tra un’irrigazione e l’altra.
In inverno le irrigazioni vanno quasi sospese: ci limiteremo a bagnare quando il terriccio appare completamente asciutto.
Le piante giovani richiedono maggiori attenzioni, mentre le piante adulte tollerano brevi periodi di siccità. Attenzione però alle carenze idriche prolungate, poiché possono ridurre la produzione di fiori.
Anche esagerare non va bene: la principale fonte di insuccesso è rappresentata dall’eccesso di irrigazioni: se irrighiamo troppo frequentemente rischiamo di causare marciumi radicali che si manifestano con ingiallimenti e un deperimento generale.
Per sostenere una lunga fioritura diluiamo nell’acqua una dose di fertilizzante liquido per piante da fiore. La dose ideale è ogni 15 giorni da aprile a settembre. In alternativa possiamo utilizzare un concime a lenta cessione, che rilascia le sostanze nutritive per molti mesi.
La potatura
La potatura rappresenta una delle operazioni più importanti nella coltivazione della Lavatera olbia. L’intervento principale si esegue all’inizio della primavera, tra febbraio e marzo, e prevede l’eliminazione dei rami secchi, danneggiati o eccessivamente deboli.
I rami principali possono essere accorciati di circa un terzo della loro lunghezza per stimolare l’emissione di nuova vegetazione e favorire una fioritura più abbondante.
Durante l’estate è utile rimuovere periodicamente i fiori appassiti per prolungare notevolmente la stagione di fioritura.
Gli esemplari trascurati possono essere sottoposti a una potatura più energica, poiché la specie possiede una buona capacità di rigenerazione.