Possiamo coltivare la Tigridia se desideriamo portare sul nostro terrazzo un tocco esotico, colorato e con dei fiori sorprendenti. I suoi fiori sono infatti spettacolari e il nome Tigridia è proprio omaggio alle tigri, per le macchie vistose e di colore contrastante presenti al centro del fiore che ricordano il manto del grande felino.

Si tratta di una pianta erbacea bulbosa originaria dell’America centrale, dove era già conosciuta e coltivata dalle civiltà precolombiane, come gli Aztechi che usavano i suoi bulbi anche come alimento. In Europa venne introdotta nel Settecento esclusivamente per motivi botanici e per la particolarità dei suoi fiori.

La Tigridia appartiene alla famiglia delle Iridaceae ed è quindi un “parente” degli Iris e delle Freesie. È costituita da lunghe foglie strette e lanceolate di colore verde brillante, leggermente piegate a ventaglio. Le foglie compaiono in primavera, generalmente tra aprile e maggio a seconda del clima e rimangono sulla pianta per tutta l’estate, fino a settembre. La fioritura avviene in estate tra giugno e settembre e i fiori sono appariscenti e grandi, alti fino a 50 cm, e sono composti da tre petali esterni ampi e tre interni più piccoli, con centro maculato. Ogni singolo fiore si apre al mattino e appassisce entro la sera dello stesso giorno, ma la produzione continua di nuovi boccioli garantisce una fioritura prolungata per diverse settimane.

Col l’arrivo del freddo, in autunno inoltrato, la parte aerea tende a ingiallare e seccare. In autunno tagliamo i fiori appassiti e lasciamo seccare completamente le foglie: in questo modo restituiranno tutte le sostanze nutritive al bulbo, utili per germogliare in primavera. Quando le foglie saranno completamente secche le possiamo tagliare, per poi procedere all’estrazione del bulbo.

I bulbi non tollerano il caldo e la coltivazione in vaso è particolarmente indicata per questa ragione: al termine del ciclo vegetativo possiamo spostare il vaso in un luogo riscaldato. Se invece coltiviamo la Tigridia in giardino dovremo estrarre il bulbo dal terreno e conservarlo in un luogo fresco, asciutto e buio, per poi trapiantarlo all’inizio della prossima primavera.

Esistono decine di specie di Tigrida, ma la più diffusa nei centri giardinaggio italiani è la Tigridia pavonia, con petali rossi, gialli, rosa e bianchi.

Dove coltivare la Tigridia

Germoglia con temperature comprese tra i 18°C e i 28°C. Sopporta il caldo estivo fino a circa 34°C, oltre i quali può entrare in stress soprattutto se coltivata in vaso e non irrigata generosamente.

Non tollera invece gelo sotto gli 0°C che può danneggiare irreversibilmente i bulbi. Come abbiamo scritto, in inverno dovremo spostare il vaso in un luogo riscaldamento oppure estrarre i bulbi in vista del successivo trapianto nella prossima primavera.

La Tigridia è una pianta da esterno, ideale per terrazzi e balconi. Non è adatta alla coltivazione in casa, poiché necessita di luce intensa e buona ventilazione.

Scegliamo una posizione soleggiata, esposta ai raggi diretti del sole. Quando le temperature si avvicinano ai 35°C spostiamo il vaso in una zona semi-ombreggiata per difendere la pianta dai raggi solari nelle ore più calde della giornata.

Come trapiantare la Tigridia

I bulbi si piantano in primavera quando il rischio di gelate è passato. Si interrano a circa 8/10 cm di profondità, mantenendo una distanza di 10/15 cm tra uno e l’altro.

È importante scegliere un vaso dotato di fori di drenaggio sul fondo per evitare potenziali ristagni idrici, pericolosissimi per tutte le piante tuberose poiché possono causare marciumi nel bulbo.

Come irrigare la Tigridia

La Tigridia necessita di irrigazioni regolari durante tutta la fase vegetativa, avendo cura di mantenere il terreno leggermente umido ma mai zuppo. Come abbiamo visto, i ristagni idrici sono molto pericolosi e possono causare marciumi, quindi svuotiamo il sottovaso dopo ogni bagnatura.

Nell’acqua per l’irrigazione diluiamo ogni 15 giorni una dose di fertilizzante liquido per piante da fiore, durante tutto il periodo di crescita del fogliame e della fioritura.

I nemici naturali

La Tigridia può essere attaccata dagli Afidi e dai Tripidi, che si nutrono della linfa e indeboliscono la pianta. Trattamenti preventivi e curativi con sapone molle sono efficaci contro questi parassiti.

Tra le malattie fungine, i marciumi radicali causati da eccessiva umidità sono i più frequenti. Anche la Botrite può comparire in condizioni di scarsa ventilazione. Per prevenire questi problemi garantiamo un terriccio molto drenante ed evitiamo le irrigazioni eccessive.