Possiamo coltivare la Solidago se desideriamo per arricchire il giardino con spettacolari infiorescenze gialle tra la fine dell’estate e l’autunno, quando molte altre piante hanno ormai terminato la fioritura. È facile da coltivare, resistente al freddo e particolarmente interessante per attirare api, farfalle e altri impollinatori. Grazie alla disponibilità di specie e ibridi con altezze e portamenti differenti: alcune specie sono relativamente compatte e adatte alle bordure, mentre altre possono superare i due metri di altezza e sviluppare rizomi vigorosi e sono ideali per le aiuole naturalistiche e i giardini a bassa manutenzione. Dovremo quindi scegliere la specie e l’ibrido più adatto al nostro clima e allo spazio disponibile.
Le Solidago sono un genere di piante appartenenti alla famiglia delle Asteraceae e comprende numerose specie originarie dell’America e dell’Europa. Si tratta di piante erbacee perenni, generalmente dotate di un apparato radicale rizomatoso che permette loro di sopravvivere all’inverno e di ricacciare ogni primavera.
La vegetazione è decidua: le foglie sono generalmente lanceolate, alterne e di colore verde, mentre i fusti eretti possono raggiungere da poche decine di centimetri nelle specie compatte fino a oltre due metri. La Solidago perde normalmente la parte aerea durante l’autunno avanzato o l’inverno, verso ottobre o novembre a seconda della specie: la vegetazione tende a ingiallire, seccare e scomparire. Ma le radici e i rizomi rimangono vitali nel terreno e in primavera, tra marzo e aprile, la pianta tornerà a germogliare e a produrre le nuove foglie.
I fiori sono piccoli e riuniti in numerosi capolini che formano pannocchie o infiorescenze ramificate, prevalentemente di colore giallo intenso. In Italia è conosciuta col nome di “verga d’oro” proprio per sottolineare il colore brillante e la forma slanciata delle sue infiorescenze. La fioritura si sviluppa generalmente tra luglio e ottobre, con differenze significative tra specie e cultivar. Le prime fioriture possono iniziare in estate e molte varietà ornamentali raggiungono il massimo splendore tra agosto e settembre, proseguendo talvolta fino a ottobre nelle aree più miti. La durata dipende dalla varietà, dall’esposizione solare, dalla disponibilità idrica e dall’andamento delle temperature: un’esposizione luminosa e un’irrigazione regolare, senza ristagni, favoriscono la formazione di numerose infiorescenze.
La struttura dell’apparato radicale e la capacità di produrre nuovi germogli consentono a molte specie di formare cespi persistenti, ma richiedono attenzione per evitare un’espansione eccessiva.



Dove coltivare la Solidago
È una pianta rustica e si adatta bene a gran parte del territorio italiano. Tollera il gelo invernale fino a -20°C e l’afa estiva fino a 35°C. Oltre i 40°C, specialmente in presenza di una scarsa irrigazione, può temere appassimenti e disseccamenti dei margini fogliari.
Per ottenere una fioritura abbondante, necessita di molte ore di sole diretto ogni giorno, quindi scegliamo una posizione soleggiata del nostro giardino. Tollera anche la mezz’ombra, che è consigliata nelle zone con estati molto calde per difendere la pianta dai raggi solari diretti in estate. Condizioni di scarsa illuminazione possono produrre fusti più allungati, meno robusti e una quantità inferiore di fiori.
Nel nord Italia optiamo per una posizione in pieno sole, possibilmente riparata dai venti più forti. Nelle aree interne del centro e nel sud, caratterizzate da estati molto calde, meglio una posizione che garantisca una leggera ombreggiatura nelle ore pomeridiane. In presenza di ondate di calore aumentiamo le irrigazioni.
Come coltivare la Solidago
Il trapianto in giardino delle Solidago si affronta all’inizio della primavera, evitando le gelate tardive. Nelle zone mediterranee più calde possiamo effettuare il trapianto anche in settembre e ottobre, purché la pianta abbia il tempo di radicare prima dei freddi intensi invernali.
Prima del trapianto lavoriamo il terreno fino a una profondità di circa 25/30 cm, eliminando le infestanti e i sassi e, se necessario, migliorando il drenaggio. In questa fase, incorporiamo nel terreno una dose di concime organico, come il compost maturo o lo stallatico pellettato, o di fertilizzante granulare a lenta cessione specifico per piante da fiore. In primavera, quando riprende la crescita vegetativa, possiamo stimolare le piante e sostenere la fioritura distribuendo un fertilizzante granulare ai piedi delle piante.
La distanza tra gli esemplari va stabilita in funzione della specie e delle dimensioni che raggiungeranno da adulte: per gli ibridi compatti possiamo considerare una distanza di circa 40/60 cm, mentre le varietà più grandi richiedono distanze maggiori.
Dopo la messa a dimora, compattiamo delicatamente il terreno intorno alle radici e irrighiamo per favorire il contatto tra le radici e il suolo.
Come irrigare la Solidago
Le piante appena trapiantate gradiscono un terreno fresco e costantemente inumidito. Dopo il trapianto quindi dovremo irrigare con regolarità: attenzione però agli eccessi e ai terreni poco drenanti che possono causare marciumi radicali.
Le piante adulte sono abbastanza autonome e si accontentano delle piogge e dell’umidità del sottosuolo. Dovremo quindi irrigare soltanto in estate, in particolare in presenza di ondate di calore, o in caso di lunghi periodi senza piogge.
Quando irrighiamo, bagniamo solo la base della pianta ed evitiamo di inumidire il fogliame, specialmente nelle ore serali. In questo modo limiteremo il rischio di malattie fungine.
Uno strato di pacciamatura ai piedi della pianta limita l’evaporazione ed è utile anche per contenere lo sviluppo di infestanti.
Come potare la Solidago
La potatura serve soprattutto per mantenere ordinato il cespo, favorire una buona ripresa vegetativa e limitare la diffusione spontanea dei semi.
Dopo la fioritura, tra settembre e novembre, recidiamo gli steli sfioriti. In questo modo limiteremo la dispersione dei semi, poiché è una pianta con un certo comportamento infestante.
Alla fine dell’inverno, prima della comparsa dei nuovi germogli, recidiamo i fusti disseccati fino a circa 5/10 cm sopra il terreno.
In primavera possiamo eliminare i fusti deboli e diradare i cespi troppo fitti per contenere lo sviluppo e la forma della pianta. Le specie che si sviluppano maggiormente in altezza possono essere cimate leggermente all’inizio dell’estate per favorire una crescita più compatta: non esageriamo poiché questa pratica può ritardare la fioritura. Evitiamo tagli drastici durante le fasi di caldo intenso o quando la pianta è già in piena fioritura.