Ci sono tanti buoni motivi per coltivare la Pyracantha in giardino. Anzitutto quella decorativa, poiché offre fioriture spettacolari nei mesi caldi che si trasformano in bacche variopinte in autunno e in inverno, rendendo interessante questa pianta in tutte le stagioni. Inoltre è una pianta molto rustica e resistente e se coltivata in giardino è quasi autosufficiente, sia nel nord Italia sia sulle coste mediterranee. Infine è una pianta ideale per creare schermature naturali: essendo dotata di spine è adatta per creare siepi difensive ai confini del giardino.

La Pyracantha è un genere di piante appartenente alla famiglia delle Rosaceae ed è composto da arbusti sempreverdi o semi-sempreverdi molto ramificati. È noto in Italia anche come Agazzino. Possono raggiungere facilmente i 2/4 metri di altezza, ma alcune varietà vigorose possono superare anche i 5 metri. Le foglie sono piccole, ovali, lucide e di colore verde intenso. I rami presentano spine robuste e appuntite che rendono la pianta ideale come barriera difensiva.

Il genere Pyracantha comprende diverse specie ornamentali ma la più diffusa è la Pyracantha coccinea. Ci sono anche varietà con foglie variegate di rosa.

In primavera inoltrata, da aprile a giugno a seconda della varietà e del clima, produce numerosi piccoli fiori bianchi riuniti in corimbi molto decorativi. Sono melliferi e molto apprezzati dagli insetti impollinatori.

Dopo la fioritura iniziano a svilupparsi le bacche ornamentali che maturano tra fine estate e autunno e persistono sulla pianta fino all’inverno. A seconda della varietà possono essere rosso o arancioni.

Dove coltivare la Pyracantha

La Pyracantha cresce al meglio con temperature comprese tra 12°C e 30°C. È una pianta estremamente rustica e si adatta bene ai climi italiani.

Tollera il gelo fino a -15°C e il caldo fino a 40°C. Temperature superiori ai 40°C associate a irrigazioni insufficienti possono causare disseccamenti fogliari e sofferenza vegetativa, specialmente nelle piante più giovani.

La Pyracantha sopporta bene l’inverno italiano e generalmente non necessita di protezioni particolari. Nelle zone montane o soggette a gelate intense stendiamo uno strato di pacciamatura alla base della pianta per proteggere le radici dal gelo e dalla brina. Le giovani piante appena trapiantate sono più sensibili al gelo rispetto agli esemplari adulti.

Per ottenere una fioritura abbondante e una produzione intensa di bacche, scegliamo una posizione assolata. Tollera anche la mezz’ombra, ma in mancanza di luce produce meno fiori e bacche.

Come coltivare la Pyracantha

La messa a dimora si effettua preferibilmente in autunno o alla fine dell’inverno, verso l’inizio del mese di marzo.

Scaviamo una buca ampia e profondo e incorporiamo sul fondo un concime organico, come lo stallatico o il compost maturo, o un fertilizzante granulare a lenta cessione, specifico per piante da fiore. In seguito ripetiamo questo tipo di concimazione all’inizio della primavera per stimolare la fioritura e in autunno per aiutare la formazione delle bacche. Nei terreni poveri integriamo anche microelementi come il Ferro e il Magnesio per mantenere il fogliame verde e brillante.

Dopo il trapianto irrighiamo con regolarità per favorire il corretto attecchimento.

Come irrigare la Pyracantha

Le giovani piantine appena trapiantate e nei primi due anni dopo l’impianto vanno irrigate periodicamente e con costanza, specialmente nei mesi più caldi. Nel Sud Italia e nelle aree costiere mediterranee dovremo prestare maggiore attenzione all’irrigazione estiva durante i primi anni di coltivazione. In queste zone risultano particolarmente adatte le varietà più resistenti al caldo e alla siccità, come la Pyracantha angustifolia.

Le piante adulte e ben attecchite sono abbastanza resistenti alla siccità e sono quasi autosufficienti. Dovremo intervenire soltanto in estate e in presenza di lunghi periodi senza precipitazioni. Le piante coltivate in terreni molto drenanti richiedono irrigazioni più frequenti.

Evitiamo sempre gli eccessi e i ristagni idrici poiché favoriscono marciumi radicali e malattie fungine.

Come potare la Pyracantha

La Pyracantha tollera bene le potature frequenti, infatti è una pianta utilizzata spesso per la creazioni di siepi, anche formali.

Se invece la coltiviamo come esemplare singolo o in forma naturale, dovremo eseguire una potatura principale alla fine dell’inverno. Eliminiamo i rami secchi, danneggiati o troppo intricati per migliorare la circolazione dell’aria.

Le potature estive leggere servono a mantenere compatta la forma della siepe e a contenere la crescita eccessiva.

È importante non esagerare con i tagli autunnali, poiché si rischia di eliminare i rami carichi di bacche decorative.

Durante la potatura usiamo sempre guanti robusti, per proteggerci dalle spine, e cesoie affilate e disinfettate per prevenire malattie fungine e virosi.