Possiamo coltivare gli Aneti nell’orto se vogliamo delle piante aromatiche dal profumo intenso e dalle molteplici applicazioni in cucina. Inoltre produce una fioritura elegante che contribuisce alla bellezza del giardino.
L’Aneto appartiene alla famiglia delle Apiaceae e la varietà maggiormente coltivata nei nostri orti è l’Anethum graveolens. Si tratta di una pianta erbacea annuale, quindi completa il proprio ciclo vitale nell’arco di una sola stagione vegetativa. Germina, cresce, fiorisce e produce i semi nell’arco di pochi mesi.
L’Aneto sviluppa un fusto eretto, sottile e ramificato che può raggiungere un’altezza compresa tra 50 e 100 cm a seconda delle condizioni di coltivazione. Le foglie sono molto sottili, finemente suddivise e di colore verde brillante, simili a quelle del Finocchio ma più delicate e aromatiche. Le infiorescenze sono tipiche delle Apiaceae, cioè ombrelle composte da numerosi piccoli fiori gialli. Dopo la fioritura si formano i semi appiattiti e ovali, molto aromatici e utilizzati sia in cucina sia nella fitoterapia tradizionale.
La fioritura dell’Aneto avviene generalmente tra giugno e agosto, a seconda della data di semina e delle condizioni climatiche. Le ombrelle di fiori gialli sono molto decorative e attirano numerosi insetti utili. Dopo la fioritura si sviluppano rapidamente i semi, che maturano tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno.
Dove coltivare gli Aneti
L’Aneto è una pianta tipica dei climi temperati e cresce bene con temperature comprese tra i 15°C e i 25°C. Sopra i 35°C tende a fiorire, interrompendo la produzione delle foglie, mentre temperature oltre i 40°C possono causare il disseccamento della pianta.
Ha una ridotta tolleranza al freddo e sotto i -5°C la pianta può morite. Attenzione quindi alle semine troppo precoci e alle gelate tardive.
All’atto della semina o del trapianto, scegliamo una posizione soleggiata per ottenere piante sane e vigorose. Nelle zone più calde è meglio optare per una posizione in mezz’ombra per proteggere la pianta dai raggi solari diretti in estate. In alternativa possiamo coltivare l’Aneto in vaso, in modo da poterlo spostare ed esporre al sole in funzione dell’andamento delle stagioni.
Come seminare l’Aneto
La semina si effettua da marzo a marzo a giugno quando le temperature minime sono stabilmente superiori ai 10°C e possiamo escludere il rischio di una gelata tardiva.
Seminiamolo in un terreno ben lavorato, drenante e concimato con un fertilizzante naturale e consentito in agricoltura biologica. La concimazione del letto di semina sarà sufficiente per tutto il ciclo biologico.
Per avere raccolte continue di foglie effettuiamo delle semine scalari ogni 3/4 settimane. All’atto della semina manteniamo una distanza di circa 20/30 cm tra le piante.
Come irrigare l’Aneto
L’Aneto preferisce terreni moderatamente umidi ma ben drenati. L’irrigazione deve essere regolare soprattutto nelle prime fasi di crescita.
In seguito irrighiamo quando il terreno tende ad asciugarsi, evitando così i pericolosi ristagni idrici che potrebbero favorire malattie fungine. L’ideale è irrigare al mattino presto o alla sera.
Una pacciamatura con paglia o foglie secche può aiutare a mantenere costante l’umidità del terreno ed evitare eccessi.
Come raccogliere l’Aneto
Le foglie possono essere raccolte quando la pianta ha raggiunto almeno 20 cm di altezza. È consigliabile tagliare i germogli laterali con forbici affilate e disinfettate, evitando di rimuovere più di un terzo della vegetazione alla volta. Se abbiamo l’obiettivo è ottenere solo le foglie aromatiche, è bene eliminare i boccioli floreali appena compaiono, poiché la fioritura riduce la produzione del fogliame.
Se invece desideriamo raccogliere i semi, dovremo lasciare crescere alcune piante liberamente fino alla completa maturazione delle ombrelle.
I nemici naturali dell’Aneto
L’Aneto è generalmente una pianta abbastanza resistente, ma può essere attaccato da alcuni parassiti e patogeni.
Uno dei problemi più frequenti è rappresentato dagli Afidi, che si nutrono della linfa delle piante e causano deformazioni delle foglie. Per combatterli è possibile utilizzare sapone molle potassico o favorire la presenza di insetti utili come le Coccinelle.
Un altro parassita comune a tutte le Apiaceae è il bruco della farfalla Macaone, ghiotto delle foglie. Sebbene possa causare qualche danno, molti giardinieri scelgono di tollerarlo perché si tratta di una specie protetta e importante per la biodiversità.
Tra le malattie fungine più diffuse possiamo imbatterci nell’Oidio e nella Peronospora, che si sviluppano soprattutto in condizioni di elevata umidità. Per prevenire le malattie fungine è importante evitare irrigazioni eccessive e garantire una buona circolazione dell’aria tra le piante. In caso di attacco fungino possiamo ricorrere a trattamenti con estratti di Equiseto o polveri di roccia.


