Coltivare un Epipremnum aureum significa portare in casa una pianta straordinariamente adattabile, capace di coniugare valore ornamentale e facilità di gestione. È una delle specie più generose per chi desidera un verde rigoglioso anche in ambienti poco luminosi e ha anche la capacità di ridurre gli inquinanti domestici. Leggi questo articolo per sapere come le piante riducono i micro inquinanti domestici!

L’Epipremnum aureum appartiene alla famiglia delle Araceae, la stessa del Philodendron, della Monstera e dello Spathiphyllum ed è originario delle foreste umide del sud-est asiatico e delle isole del Pacifico. Si tratta di una pianta erbacea perenne, sempreverde, con portamento rampicante o ricadente. In natura può sviluppare fusti lunghi diversi metri, aderendo ai supporti tramite radici aeree avventizie.

Le foglie sono alterne, cuoriformi o ovate, e sono coriacee e di un bel verde lucido. Possiamo coltivarla sia come ricadente, posizionata su scaffali o mensole in alto, oppure come rampicante all’interno di un vaso con un tutore muschiato o in fibra di cocco.

Se lo coltiviamo in appartamento, con temperature costanti, mantiene le foglie per tutto l’anno e continua a crescere senza andare in riposo vegetativo. La perdita delle foglie in casa è spesso causata da stress: per esempio la mancanza di acqua o un clima troppo caldo o troppo freddo, se viene posizionato vicino a fonti di calore o spifferi gelidi in inverno.

In natura in estate produce anche dei fiori, costituiti da uno spadice avvolto da una spata: se viene coltivata in appartamento in Italia la fioritura è un evento raro. Ma va detto che la fioritura non è particolarmente spettacolare e l’Epipremnum aureum viene coltivato generalmenteper la bellezza del suo fogliame.

Nei centri giardinaggio possiamo scegliere tra diversi ibridi che differiscono per il colore delle foglie: con variegature giallo-dorate, marmorizzate bianco-crema, di colore verde intenso o con variegature bianche più marcate. Per mantenere i contrasti cromatici è necessaria molta luce.

Dove coltivare un Epipremnum aureum

Questa pianta cresce bene con temperature comprese trai 18°C e i 27°C.

Può tollerare brevi periodi a 15°C, ma sotto i 12°C entra in stress, con danni alle radici e ai tessuti fogliari. Sotto i 7°C la pianta muore. Al contrario tollera bene il caldo fino a 35°C a patto di irrigarla abbondantemente e di nebulizzare acqua sulle foglie quotidianamente. Temperature troppo alte associate a raggi solari diretti possono causare il disseccamento delle foglie.

Il luogo ideale deve essere luminoso ma senza raggi solari diretti, specialmente in estate. Cresce bene anche in mezz’ombra, ma le variegature delle foglie saranno meno evidenti.

In inverno l’Epipremnum aureum va tenuto lontano da correnti fredde e fonti di calore diretto come termosifoni o stufe. L’aria secca degli ambienti riscaldati può causare disseccamenti alle punte e ai margini delle foglie: per assicurare un tasso di umidità ottimale sulla superficie fogliare dovremo nebulizzare acqua frequentemente o usare degli umidificatori.

Come coltivare un Epipremnum aureum

Dopo l’acquisto possiamo trapiantare la pianta nel vaso che abbiamo scelto per accoglierla in casa. La scelta del vaso, come abbiamo visto, dipende dal tipo di coltivazione che desideriamo adottare: se la coltiviamo come ricadente dovremo optare per un contenitore da appendere, se invece preferiamo un rampicante dovremo usare un vaso dotato di tutore. In entrambi i casi il vaso dovrà avere i fori di drenaggio sul fondo per evitare pericolosi ristagni d’acqua.

In seguito trapiantiamo la pianta in primavera ogni 2/3 anni, scegliendo un vaso leggermente più grande rispetto al precedente (circa 5 cm di diametro in più).

All’atto del trapianto usiamo un terriccio specifico per piante sempreverdi, a cui possiamo aggiungeremo un po’ di perlite per migliorare il drenaggio e l’aerazione del substrato.

Come irrigare un Epipremnum aureum

L’irrigazione deve essere regolare ma moderata. Irrighiamo soltanto quando il terriccio superficiale risulta asciutto al tatto.

In estate le irrigazioni saranno più frequenti, anche una volta alla settimana, mentre in inverno dovremo ridurre le bagnature, ogni 10/14 giorni.

I ristagni idrici sono la principale causa dei marciumi radicali e vanno evitati. Quindi irrighiamo con parsimonia e non lasciamo mai acqua stagnante nel sottovaso o nel cachepot.

Come concimare un Epipremnum aureum

Durante il periodo vegetativo, da marzo a settembre, usiamo un fertilizzante liquido specifico per piante verdi da diluire nell’acqua dell’irrigazione ogni 15 giorni.

In autunno e inverno possiamo ridurre la concimazione a 1 volta al mese. La concimazione non va sospesa poiché le piante coltivate in casa, con temperature stabili per tutto l’anno, continuano a crescere. Lo faranno in misura minor rispetto ai mesi caldi, poiché le ore di sole sono minori, ma non si fermeranno.

Come potare l’Epipremnum

Non richiede potature periodiche per crescere meglio, ma possiamo avere l’esigenza di accorciare i rami se diventano troppo lunghi o se sono senza foglie. Facciamolo in primavera o all’inizio dell’estate, cioè il periodo di maggiore attività vegetativa. Usiamo delle cesoie disinfettate e ben affilate e tagliamo sopra un nodo.

Non gettiamo i rami tagliati, poiché possiamo usarli per creare facilmente delle nuove piantine. Tagliamo il ramo in modo da creare tante piccole talee composte da un pezzo di fusto con almeno un nodo e una foglia. Le piccole talee possono essere trapiantate direttamente in un vaso con terriccio oppure in acqua: quando noteremo la comparsa delle radici potremo trapiantarla nella terra. Periodicamente eliminiamo le foglie secche o ingiallite: migliora l’estetica e riduce il rischio di malattie fungine.