Possiamo coltivare le Barbabietole nel nostro orto domestico in quasi tutta Italia poiché si adatta facilmente a diverse condizioni climatiche. Inoltre offre una doppia resa, poiché possiamo usare in cucina sia la radice sia le foglie, rendendola una coltura estremamente efficiente per chi desidera ottenere il massimo da uno spazio limitato.
La Barbabietola (Beta vulgaris) appartiene alla famiglia delle Amaranthaceae ed è conosciuta come Bietola da orto, per distinguerla dalla Bietola da zucchero e dalla Bietola da costa di cui mangiamo solo le foglie.
Le foglie della Barbabietola sono grandi, carnose, di colore verde brillante o rossastro a seconda della varietà, con nervature evidenti. La radice può assumere forme tondeggianti, cilindriche o appiattite, e colori che vanno dal rosso intenso al giallo, fino al bianco, a seconda della varietà. Nei centri di giardinaggio possiamo infatti trovare semi di differenti varietà di Barbabietola differenti per la forma e il ciclo vegetativo. Come per esempio la Tonda di Chioggia caratterizzata da una polpa bianca con anelli rossi e un ciclo precoce. La scelta dipende dal gusto e dalle condizioni climatiche.
Si tratta di una pianta con crescita relativamente rapida e presenta una buona adattabilità a diversi tipi di suolo, purché ben drenati.
Dove coltivare le Barbabietole
La Barbabietola è una pianta tipica delle zone fredde o temperature e cresce bene con temperature comprese tra i 10°C e i 25°C.
Il caldo sopra i 30°C rallenta lo sviluppo e può portare all’indurimento della radice. Al contrario resiste bene al freddo e può tollerare brevi periodi fino a -3C.
Nelle regioni a clima mite, possiamo coltivare le Barbabietole anche in inverno, all’interno di tunnel di plastica o tnt (tessuto non tessuto) per evitare i danni provocati dal gelo. La crescita rallenta notevolmente, ma le piante restano vitali. Nei climi più freddi del nord Italia, è preferibile sospendere la coltivazione o utilizzare serre fredde. Una pacciamatura organica aiuta a mantenere la temperatura del suolo più stabile.
Come coltivare le Barbabietole
La semina si effettua direttamente nell’orto da febbraio a maggio, quando le temperature minime notturne sono stabilmente sopra gli 8°C. Prima dovremo però preparare il letto di semina, lavorando il terreno per renderlo morbido e integrando un fertilizzante organico, come lo stallatico. Questa concimazione sarà sufficiente per tutto il ciclo vegetativo.
Scegliamo una posizione soleggiata per ottenere piante più rigogliose, ma nelle regioni meridionali è meglio un luogo in mezz’ombra per proteggere la pianta dai raggi solari in estate.
All’atto della semina, manteniamo una distanza di circa 15 cm tra ogni pianta e di circa 30 cm tra le file.
Come irrigare le Barbabietole
L’irrigazione deve essere regolare e costante, evitando sia i ristagni sia i periodi di siccità prolungata. Una carenza idrica può causare radici fibrose e poco sviluppate, mentre un eccesso può favorire marciumi.
È consigliabile mantenere il terreno sempre leggermente umido, soprattutto nelle fasi iniziali dopo la semina e durante l’ingrossamento della radice.
Come raccogliere le Barbabietole
La raccolta avviene generalmente 60/90 giorni dopo la semina, a seconda della varietà e delle condizioni climatiche. Le radici si raccolgono quando raggiungono un diametro di 5/10 cm, evitando di lasciarle crescere troppo per non comprometterne la qualità.
Si possono effettuare raccolte scalari, prelevando le radici più sviluppate e lasciando le altre maturare.
Il terreno deve essere leggermente umido per facilitare l’estrazione senza danneggiare la radice.
Dopo la raccolta, è consigliabile eliminare le foglie lasciando un piccolo colletto per migliorare la conservazione.
Della Barbabietola si consumano sia le radici sia le foglie. Le radici possono essere raccolte a maturità completa e si consumano cotte al vapore, bollite, arrostite o trasformate in succhi e vellutate. Le foglie, simili a quelle della Bietola, si raccolgono quando sono tenere e si cucinano lessate, saltate in padella o utilizzate in minestre e ripieni.
I nemici naturali
La Barbabietola può essere attaccata da diversi insetti parassiti. In particolare gli Afidi, che succhiano la linfa e possono trasmettere virosi, e la Mosca della Bietola (Pegomya hyoscyami), le cui larve scavano gallerie nelle foglie. Anche i nematodi del terreno possono causare deformazioni radicali.
Tra le malattie fungine, sono frequenti la Cercosporiosi causata dal fungo Cercospora beticola che produce macchie fogliari e l’Oidio o Mal Bianco, riconoscibile per la patina biancastra.

