Se state cercando una pianta capace di donare colori spettacolari in autunno potete coltivare il Corbezzolo. Il Corbezzolo (Arbutus unedo) è una delle piante mediterranee più interessanti da coltivare in giardino perché unisce valore ornamentale, rusticità e produzione di frutti commestibili. È particolarmente decorativo in autunno, quando sulla stessa pianta possono comparire contemporaneamente i fiori bianchi e i frutti rossi dell’anno precedente.

Appartiene alla famiglia delle Ericaceae ed è un piccolo albero sempreverde che può superare, in condizioni favorevoli, i 5 metri di altezza. In natura assume un portamento cespuglioso, con numerosi rami e una chioma densa, ma può essere allevato con un unico tronco per ottenere un alberello. Nei vivai possiamo però trovare anche ibridi compatti, che non superano i 2,5 metri d’altezza, o varietà con fiori rosa.

La corteccia ha un colore bruno/rossastro e tende a sfaldarsi con l’età. Le foglie sono coriacee, lucide, di colore verde scuro e con margine dentellato. I fiori sono piccoli, penduli e campanulati, generalmente bianchi o bianco/rosati, riuniti in infiorescenze. I frutti sono bacche sferiche dalla superficie granulosa che, maturando, passano dal verde al giallo/arancio e infine al rosso. Fiorisce principalmente tra ottobre e dicembre, ma l’epoca può essere influenzata dal clima locale e dall’esposizione solare.

Dove coltivare il Corbezzolo

Il Corbezzolo è una specie mediterranea e vegeta bene indicativamente con temperature comprese tra i 15°C e i 30°C. Le piante adulte tollerano il freddo fino a -10°C, mentre le piantine più giovani sono più sensibili al gelo.

Tollera bene anche il caldo estivo, fino a 42°C, a patto di irrigarla con regolarità.

Nel nord Italia possiamo optare per una posizione molto soleggiata e riparata dai venti freddi invernali; nei primi anni difendiamo l’apparato radicale con uno stato di pacciamatura in caso di gelo intenso e proteggiamo la chioma con velo traspirante di tessuto-non-tessuto (tnt).

Nelle regioni del sud scegliamo una posizione semi-ombreggiata nelle ore più calde, se le temperature superano tradizionalmente i 45°C. Una esposizione troppo ombreggiata produce però una chioma più rada e meno fiori.

Come trapiantare il Corbezzolo

Il trapianto in giardino si affronta in primavera, ma nelle zone con clima mite e inverni caldi possiamo anticiparlo in autunno.

Lavoriamo in terreno in profondità per garantire un eccellente drenaggio. Il Corbezzolo ha un apparato radicale profondo e una volta ben insediato sviluppa una notevole resistenza alla siccità; per questo è preferibile preparare fin dall’inizio un terreno strutturalmente stabile.

Creiamo una buca con dimensioni doppie rispetto al vaso in cui è contenuta la piantina e stendiamo sul fondo della buca una dose di concime organico, come lo stallatico pellettato, o di fertilizzante granulare a lenta cessione per piante da frutto.

Dopo la messa a dimora irrighiamo abbondantemente per eliminare le sacche d’aria e favorire il contatto fra la zolla e il terreno. Nei mesi successivi manteniamo il terreno inumidito per favorire la progressiva colonizzazione del suolo da parte delle radici.

Come irrigare il Corbezzolo

Come abbiamo visto è una pianta che tollera bene brevi periodi di siccità, grazie alle radici molto profonde.

Nei primi due anni è necessario irrigare regolarmente durante i periodi asciutti, lasciando asciugare parzialmente il terreno tra un intervento e quello successivo. In estate, soprattutto nelle regioni più calde, è meglio effettuare irrigazioni abbondanti ma distanziate, piuttosto che piccole bagnature quotidiane. Questo incoraggia l’apparato radicale a esplorare gli strati più profondi del terreno.

Le piante adulte possono sopportare periodi relativamente lunghi senza irrigazione, soprattutto in un terreno profondo e ben drenato.

Come potare il Corbezzolo

Il Corbezzolo richiede potature limitate: la struttura naturale della pianta è infatti già molto decorativa e interventi drastici possono compromettere per anni l’aspetto della chioma.

Il periodo migliore per la potatura è la fine dell’inverno o l’inizio della primavera, dopo i periodi di gelo più intenso e prima della ripresa vegetativa. Eliminiamo anzitutto i rami secchi, danneggiati, malati o che si incrociano, cercando di mantenere una struttura ariosa.

Se desideriamo trasformare il Corbezzolo in piccolo albero, nei primi anni dovremo selezionare un fusto principale e rimuovere progressivamente i polloni e i rami più bassi. Per un esemplare allevato a cespuglio, invece, è preferibile conservare diversi rami basali.

Evitiamo capitozzature e i tagli drastici, soprattutto sugli esemplari adulti. Una potatura eccessiva riduce anche il potenziale ornamentale e può alterare la produzione dei fiori e quindi dei frutti degli anni successivi.

La raccolta dei frutti

Il Corbezzolo ha un ciclo produttivo particolare: i frutti maturano in autunno e derivano dai fiori dell’anno precedente, mentre contemporaneamente la pianta produce i nuovi fiori che daranno origine ai frutti della stagione successiva.

I frutti diventano progressivamente rossi e presentano una superficie granulosa. Sono commestibili e possono essere consumati freschi o utilizzati per preparare marmellate, gelatine e bevande.

Il sapore dei frutti del Corbezzolo non è particolarmente dolce e non è amato da tutti. È una caratteristica che si evince anche dal suo nome botanico: Arbutus unedo. Il nome “unedo” è tradizionalmente interpretato come l’unione dei termini latini “unum” ed “edo”, cioè “ne mangi uno solo”.

La raccolta va effettuata quando i frutti sono completamente maturi. Sono delicati e tendono a deteriorarsi rapidamente: ecco perché non li troviamo nei supermercati.